In questa settimana ho spostato i mobili della camera da letto, ho invertito letto e divano...
il letto non più vicino alla porta ma vicino alla finestra....
il divano all'ingresso....
Ho tagliato la frangia con una forbice rotta,con poca luce.
Ed ho indossato tacchi per l'intera settimana.
Come se bastasse indicare un percoso sentimentale con i mobili,
affermare carattere e audacia con i capelli,
forza e fascino con le scarpe giuste
per essere.
Ho scoperto che non basta,ma dal letto voglio guardare le stelle, non la porta...
Voglio camminare sui tacchi, per non inseguire.
Voglio una frangia storta e uno sguardo diretto.
Lo ammetto.
Hai spesso ragione, le tue verità mi descrivono e mi rimproverano.
Le tue verità svelano tutte le mie mancanze.
Le tue verità intorno all'incompatibilità dei nostri sogni, dei nostri corpi e delle nostre vite sono inconfutabili.
Ma si basano su una grande bugia.
Le tue verità si sciolgono con lo zucchero nel caffè al mattino.
Sono andata via perchè non mi riconoscevo più.
Questo blog è stato aperto da una studentessa innamorata di un ragazzo con mille ricci
Quella studentessa viveva di sorrisi,sogni,libri e speranze.
Poi, con gli anni, è cambiata, cresciuta.
Il ragazzo riccioluto ha un inzio di calvizie, vive con un'altra e cerca di fare l'imprenditore.
La studentessa ha un contratto a tempo indeterminato con un'azienda che non stima.
I sogni , i sorrisi e le speranze sono diventati più rari....
Ho chiuso questo blog perchè rileggere i vecchi post mi faceva male e non avevo nulla di interessante da dire.
ora la situazione non è cambiata...ma questo resta un bel posto.
Un posto mio.
E va tutto bene.
E va tutto bene senza mai.
E senza per sempre.
Va tutto bene fino a quando sento che tutto ha senso.
E un abbraccio da soffocare il fiato
ad A. finalmente laureato.
Caro A., come tu dicesti alla mia laurea,
questo traguardo è in parte mio
per tutti quei giorni e momenti che noi sappiamo.
E per quei sogni condivisi e ora personali
che hanno costellato le nostre notti e i nostri momenti più belli.
E un saluto a mia sorella.
Tra un mese sposa.
Con un uomo buono e forse semplice
ma di quella semplicità solida che saprà renderla felice.
E un bacio alla mia nonna.
Carattere difficile,diffidente,differente.
Che ora è solo uno scricciolo canuto.
E poi un sorriso a infinitevarieta.
Chi?
Non lo so.
Non più.
Continuo a riempire a scatoloni di cose che non pensavo di aver conservato.
Ritrovo un album di foto mie e di A......quante pagine bianche e quanti sorrisi in quegli scatti
e non ricordare come era stare con lui.
Rileggo i post di anni fa e ora che le parole sono finite so che era più bello di quanto scrivessi.
E dopo 9 anni di convivenza bolognese e 17 di convivenza nella casa paterna
separare le mie cose da quella di mia sorella.
Separare foto, libri, vestiti... separare un noi così naturale e combattuto in questi anni che
lascia posto a tante contrastanti emozioni.
Non saremo mai amiche ma mi mancherà.
E lei mischerà le sue cose con quell'uomo che l "ama tanto da sposarla"
e io riempirò una stanza con tutte le mie piccole cose che non pensavo di avere.
Ritrovare in fondo ai cassettii drappi leopardati,
foto di persone che chissà dove sono,
libri su cui ho scritto fitto tra le righe
inituli orpelli ed essenziali reperti....
di una me che chissà dove è.
E mi piacerebbe andare a vivere con un uomo che mi ama tanto da mischiare le sue cose con lei mie,
e mi entusiasma avere finalmente uno spazio tutto mio,
e adoro l'idea di liberarmi del coniglio, del fidanzato, del cane e del disordine di mia sorella.
E poi ho compiuto 27 anni,
senza una torta,
senza una sbronza,
senza
Ma in coincidenza dell'arrivo della tredicesima,
delle agende della banca
e del regalo aziendale.
Con un uomo accanto che amo tanto da.
E penso a mobili da comprare,
all 'auto da sostituire,
alla nuova vita da sola.
E vorrei un grande furgone per poter trasportare
o partire o girare in tondo in attesa di
di scoprire cosa
in fondo
in fondo
vorrei davvero portare nella nuova casa
delle mie cose e di me.
La mia fiat 500 del '71 mi ha portato a Medea.
Ha percorso orgogliosa le strade della Croazia
e senza sforzo ma con classe
ha affrontato il viaggio di ritorno a Bologna.
E ad ogni salita o coda in autostrada
io le accarezzavo il cruscotto
e chiedevo a M.
"Si fermerà?Si romperà?"
ed M.paziente
mi rispondeva
"La 500 non si ferma mai.
Fa tutto quello che le chiedi, devi solo valutare bene cosa chiederle.
Perchè non potrai chiederle per due volte l'impossibile"
Io mi sento come la mia 500 color panna del 71 targata Lecce.
Puoi chiederle di scalare una montagna,
di farlo sotto il sole,
senza olio per i freni e a filo di gas
ma non potrai chiederglielo una seconda volta,
se non dimostrerai di aver capito ed apprezzato quello che lei ha fatto per te.
A volte, per strada o in auo o a lavoro,
sento crescere dentro di me un senso di angoscia e malessere e odio....
non si può dimenticare.... mai....
posso far finta di niente se ne val la pena....
ma non posso dimenticare la salita che per TE, a filo di gas, ho affrontato.
Percorre tutto il tuo corpo con lo sguardo
poi soffermarmi li
tra collo e spalla
in quella curva
che so
che
Ed avvicinarmi a pochi millemetri dal tuo corpo
che basterebbe solo
un respiro più forte per sfiorarti
ma non farlo
che so che
ed immaginare come sarebbe dolce e bello e ...
un tuo abbraccio lungo una notte e...
dormire fusa a te
E allora chiudo gli occhi e sento il tuo odore
e con discrezione poso lamia mano sulla tua testa
sto li
senza disturbare
a sentire i tuoi capelli sotto la mia mano
a contemplare il tuo pomo d'adamo
a guardare la curva della tua bocca
i tuoi occhi chiusi che so che
E tanto io lo so che
il mio posto è una curva tra spalla e collo che
e
che la mia mano è fatta per accogliere solamente una forma di testa
quella forma che non so spiegare
ma che so che
è come l'incontro di due mani che sono fatte per stringersi
due corpi che sono fatti per dormire vicini
di due piedi che sono fatti per incrociarsi sotto le lenzuola.